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Sacerdote
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Il termine mwbgsacerdote (maschile) o mwbwsacerdotessa (femminile) deriva dal mwcalatino mwcqsacer, mwcgsacrocite-ref-1[1], unito al radicale mwdwdot, (dal mweaPIE mweq*dʰohmweg1-t- o *dehmwew3cite-ref-2[2]): "io do", nel senso di un ministro che aveva il compito di offrire mwgasacrifici alla mwgqdivinità.
In molte mwgwreligioni, il sacerdote è una persona che funge da mediatore tra i fedeli e la divinità, spesso in base a una particolare mwhaconsacrazione.
Contents
• Note
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La figura del sacerdote nelle diverse tradizioni religiose
Tradizione confuciana
Nel mwnaconfucianesimo non ci sono né mwnqclero né mwngmonachesimo. I templi confuciani sono essenzialmente centri di studio e insegnamento del pensiero di mwnwConfucio, dove vengono celebrati anche riti. I rettori dei templi sono maestri della dottrina e del cerimoniale, non preti veri e propricite-ref-3[3]cite-ref-4[4].
Tradizione buddhista
Il mwqgbuddhismo primitivo era caratterizzato dall'assenza di sacerdozio, dato che non prevedeva l'offerta di sacrifici a un mwqwDio personale; tale situazione perdura nel buddhismo mwraHīnayāna, in cui il mwrqmonaco è semplicemente una persona che aspira alla perfezione spirituale. Nelle regioni dove si sviluppò il mwrgbuddhismo Mahāyāna, questa religione si trovò a competere con le religioni preesistenti (come avvenne in mwrwCina e in mwsaGiappone) e i monaci cominciarono a celebrare mwsqrituali (come matrimoni e funerali). Nel mwsgbuddhismo tibetano il monachesimo ha sviluppato caratteristiche simili a quelle sacerdotali, con un'organizzazione, una gerarchia e una figura centrale come il mwswDalai Lamacite-ref-5[5].
Tradizione islamica
Le correnti principali dell'mwuwIslam non ammettono né riconoscono clero e tanto meno gerarchie, dal momento che si crede non possa esistere alcun intermediario fra Dio e le Sue creature. Da non confondere col clero è la categoria degli mwvaimam: musulmani che per le loro conoscenze liturgiche sono incaricati dalla maggioranza dei fedeli di condurre nelle moschee la loro preghiera obbligatoria.
Tradizione bahá'í
Una delle peculiarità più significative della Fede mwwabahai è l’assenza della figura del sacerdote o di un clero organizzato. Contrariamente a molte religioni istituzionalizzate, nella Fede bahá’í non esistono intermediari tra il fedele e Dio. Questa scelta riflette uno dei principi fondamentali del messaggio di Bahá’u’lláh: la responsabilità individuale nella ricerca della verità spirituale. Secondo la visione bahá’í, ogni persona è chiamata a coltivare una relazione diretta con il divino attraverso la preghiera, la meditazione, lo studio personale degli scritti sacri e l’azione al servizio dell’umanità. In questo contesto, la figura del sacerdote — inteso come mediatore o autorità spirituale istituzionale — è ritenuta non necessaria e potenzialmente limitante. La comunità bahá’í è guidata da istituzioni elettive (locali, nazionali e internazionali), composte da membri scelti senza candidati o campagne, sulla base di qualità spirituali e morali. Queste istituzioni non hanno potere sacerdotale, ma amministrano e facilitano la vita della comunità. “Nella Fede bahá’í, la struttura ecclesiastica è sostituita da un mwwqsistema amministrativo in cui non esistono né sacerdoti né predicatori. Questo sistema mira a evitare sia la centralizzazione dell’autorità religiosa sia le divisioni settari." cite-ref-6[6] in assenza di clero, l'educaziobe spirituale, i matrimoni, i funerali e altre funzioni religiose vengono gestite dalla comunità stessa o dai membri eletti delle istituzioni bahá'í
Tradizione biblica ed ebraico-cristiana
Il termine sacerdote traduce nella Bibbia l'mwagebraico כּוהן (mwawkôhên) e il mwbagreco ἱερεύς (mwbqhiereus). Secondo la Bibbia "sacerdote" è l'uomo autorizzato da Dio a offrirgli sacrifici per sé, per il popolo e per le altre persone. Nel popolo d'Israele erano sacerdoti solo i discendenti di mwbgAronne, fratello di mwbwMosè.
Antico Testamento
Il sacerdote è un uomo che in virtù del suo ufficio e nell'ambito di una data tradizione religiosa è "mwcwsanto" cioè particolarmente dedicato alla divinità: egli ha la "conoscenza" di Dio, della cui volontà è interprete e ha spesso, ma non necessariamente, una parte importante nel culto. Anche in Israele il sacerdozio costituisce un'istituzione permanente di uomini dedicati al servizio di mwdaYahweh, le cui origini risalgono alle origini stesse del popolo e sono collegate alla mwdqtribù di Levi, cui appartenevano mwdgMosè e mwdwAronne. Nei tempi più antichi i mweaLeviti formavano una specie di mweqcorporazione religiosa particolarmente fedele a Yahweh, al suo culto e alle sue leggi (cfr. mwegEsodo 32:26-28, mwewDeuteronomio 33:8-11).
Nell'epoca patriarcale i sacerdoti non avevano l'esclusiva del sacerdozio, soprattutto per quel che riguarda i sacrifici (cfr. mwfgGenesi 12:7; 13:18 ecc.). Nell'epoca più antica i sacerdoti erano stimati e ricercati per la loro conoscenza delle cose divine e perché sapevano interrogare Yahweh mediante le sorti (mwfwUrim e Tummim ed mwgaEfod) cfr. la storia di Mica in mwggGiudici 17:4-13. Con il sorgere della monarchia il sacerdozio di Gerusalemme viene riorganizzato e sviluppato, fino a diventare uno dei cardini della religione di Israele; al nucleo dei sacerdoti levitici (cfr. Abiathar, mwgw1 Samuele 22:20, mwha2 Samuele 20:25, della casa di Eli, probabilmente di famiglia levitica) si aggiunge la dinastia sacerdotale di Tsadok. Il sacerdozio era mwhgereditario e in stretto legame con la mwhwmonarchia. Le sue attribuzioni non erano limitate al mwiaculto, come generalmente si crede: ai sacerdoti apparteneva l'insegnamento della mwiqLegge intesa come volontà di Dio. A questo insegnamento sacerdotale risalgono la legislazione scritta di Israele e la trasmissione delle antiche tradizioni sulle origini e parte della poesia cultuale.
La riforma di mwiwGiosia è la naturale conclusione di questo sviluppo del sacerdozio di Gerusalemme. I sacerdoti degli altri santuari, che non avevano cessato di avere una certa importanza, sono allora stabiliti in una posizione subordinata (mwja2 Re 23:9) e quelli che si trasferiscono a Gerusalemme sono assimilati agli inservienti del tempio, ai quali è da allora riservato il nome di mwjqLeviti. Questa distinzione si precisa con l'esilio, nel progetto di mwjgEzechiele (mwjwEz 44:10-14) e nella legislazione sacerdotale. Quest'ultima descrive le funzioni dei sacerdoti e dei Leviti come erano nel secondo Tempio, pur attribuendo idealmente ogni cosa al tempo del deserto. Si veda i passi che ne trattano: il sacerdozio limitato alla casa di mwkaAronne: mwkqEsodo 28:1, mwkgNumeri 3:2-4, 10; la consacrazione sacerdotale, Esodo 29, mwkwLevitico 8; i mwlaparamenti; la purità rituale dei sacerdoti: mwlqLevitico 21; i proventi dei sacrifici e delle decime: Numeri 18:8-32; la divisione in ventiquattro mute: mwlg1 Cronache 24:1-19, cfr. mwlwLevitico 1:8-9; le famiglie levitiche: Numeri 4; le funzioni dei leviti: Numeri 3:5-9, mwma1 Cronache 23:28-32; loro consacrazione: Numeri 8:5-26; a essi appartennero (più tardi) i mwmqcantori, mwmg1 Cronache, e i portinai, mwmw1 Cronache 26:1-19. L'organizzazione del sacerdozio era strettamente gerarchica ed ereditaria: appartenendo alla tribù di Levi, i sacerdoti erano tali in quanto discendenti di Aronne; fra questi il mwnasommo sacerdote rappresentava la linea primogenita. Egli aveva funzioni religiose e insieme civili e politiche ed era, dopo l'esilio, il vero capo della comunità di Israele, che egli in certo modo impersona (cfr. Numeri 27:1).
Al tempo dei mwngMaccabei sacerdote e sovrano si identificano. Solo il sommo sacerdote poteva entrare nel mwnwluogo santissimo nel giorno delle espiazioni. In questo periodo tuttavia le funzioni sacerdotali restano praticamente limitate al culto sacrificale: l'insegnamento o meglio l'interpretazione della legge oramai fissata passano a una nuova categoria, gli mwoaScribi. Tale era la situazione del sacerdozio anche al tempo di mwoqGesù: i sacerdoti erano l'antica nobiltà religiosa (i mwogSadducei), ancora influente a Gerusalemme, ma la cui funzione era limitata alla celebrazione dei sacrifici. La funzione importante di maestri e guide del popolo era passata ai mwowFarisei. Con la mwpadistruzione del Tempio sparirono senza essere rimpianti dal popolo.
Nuovo Testamento
Nel mwqqNuovo Testamento ogni sacerdozio particolare è abolito, in quanto mwqgGesù Cristo è il sommo sacerdote eterno, "secondo l'ordine di mwqwMelchisedec" (cfr. mwraEbrei 5:6 e cap. 7-8, 10:21). Le differenze col sacerdozio levitico sono:
• il sacerdozio di Cristo non è riservato ai Leviti e non si eredita con la mwrwprimogenitura;
• per il perdono dei peccati di Israele, il mwsqsommo sacerdote sacrificava l'agnello senza difetti nel Tempio ovvero allontanava l'agnello (o capro espiatorio) nel giorno di mwsgYom Kippurcite-ref-7[7]; Cristo è l'agnello sacrificale per i peccati di tutto il genere umano, non solo di Israelecite-ref-gv-1-29-8-0[8]cite-ref-9[9]
• il sacrificio nel Tempio era cruento in quanto prevedeva lo spargimento del sangue animale sull'altare; eccettuato il sacrificio della Passione e morte di croce, il sacrificio eucaristico nell'mw4aUltima Cena e nell'altare delle chiese cristiane che la celebrano è incruento.
Gli mw5gmw5wAtti degli apostoli e le mw6alettere pastorali di Paolo si riferiscono ai ministeri della chiesa con le parole "mw6qepiscopato" che ha una valenza di controllo e vigilanza, "mw6gpresbiterato" ovvero l'anziano della comunità, "mw6wdiaconia" per il servizio pratico.
La mw7qLettera agli Ebrei spiega chiaramente che nella religione cristiana non vi sia più bisogno di sacerdoti come nell'mw7gAntico Testamento perché esiste un unico grande sommo sacerdote nella persona di Gesù Cristo, che si è offerto al mw7wPadre una volta per tutte per togliere i mw8apeccati degli uomini. In un altro senso, tutti i credenti sono un real sacerdozio (mw8q1 Pt 2:5,9cite-ref-13[13], mw9gApocalisse 1,6; 5,10; 20,6cite-ref-14[14] e Ap 19,6). Il mw-wNuovo Testamento usa "sacerdote" e "sacerdozio" in riferimento a tutti i mw-abattezzati. Ciò perché essi, in forza dell'unione con Cristo, possono accedere direttamente a Dio e offrire il sacrificio della mw-qlode, della mw-gpreghiera e delle loro opere. Perciò assente dal Nuovo Testamento è la figura del sacerdote nel senso usuale della parola. Il Sacerdozio è composto da vari uffici (apostolo, vescovo, diacono, presbitero/anziano) di cui troviamo innumerevoli riferimento nel Nuovo Testamento (1Tim. 3:1, (Fil. 1:1, 1Tim. 3:8-13), ecc.).
Cristianesimo
Fin dalla prima mwaqietà apostolica i mwaqmsuccessori degli apostoli sono chiamati "sacerdoti".cite-ref-15[15]
La prospettiva del Nuovo Testamento si mantiene nei padri apostolici e nei mwaqkPadri della Chiesa dei primi secoli. È evidente la necessità di affermare la specificità sia nei confronti del sacerdozio ebraico, sia nei confronti dei sacerdoti pagani. Verso il mwaqoIV secolo, quando ormai non esisteva più il problema del confronto né con gli ebrei né con i pagani, nella mwaqsreligione cristiana si tornò a usare il termine "sacerdote" per indicare il ministero ecclesiastico, riscoprendo così il ricco substrato dottrinale del ministero dell'mwaqwAntico Testamento. Concretamente, ciò ha comportato anche una "sacralizzazione" del ministero, nel quale si è via via enfatizzato sempre di più l'aspetto mwaq0liturgico (mwaq4sacramenti), a detrimento di quelli di guida e di insegnamento. Nel mwaq8cattolicesimo e nelle altre confessioni cristiane che affermano l'esistenza di un sacerdozio "ministeriale" distinto da quello di tutti i credenti, con "sacerdote" s'intendono il mwarapresbitero e il mwarevescovo, ma non il mwaridiacono che come loro è un mwarmchierico, ma che - a differenza loro - non è un sacerdote. Il diacono infatti può celebrare la mwarqliturgia della parola della Messa, ma non la mwaruconsacrazione mwaryeucaristica che compete solo al presbitero o al vescovo; inoltre non può confessare e assolvere dai peccati e nemmeno amministrare l'mwarcunzione degli infermi (che richiede il perdono dei peccati).cite-ref-16[16]
Nella sistemazione dottrinale mwar0tridentina del mwar4Cattolicesimo, l'ordine sacro è il mwar8sacramento che attribuisce in modo permanente a una persona il ministero ecclesiastico del presbiterato (rimase controversa la definizione della sacramentalità dell'episcopato). Sempre nel mwasaCattolicesimo, a seguito del mwaseConcilio Vaticano II si è riscoperto la ricchezza dell'insegnamento della Chiesa antica, e parla oggi di due sacerdozi: il mwasisacerdozio comune dei fedeli e il mwasmsacerdozio ministeriale. Il primo corrisponde all'uso della parola "sacerdote" nel nuovo testamento e nei primi secoli. Il ritorno alla prospettiva originaria ha comportato nel mwasqCattolicesimo anche un cambiamento nella concezione del ministero ecclesiastico, che oggi ha nuovamente la ricchezza che aveva nei primi secoli: ministero della parola, ministero della guida pastorale, ministero della presidenza della liturgia. Come tutti i ministeri della Chiesa cattolica, il sacerdozio non è ereditario, ma è conseguenza di una "chiamata" individuale rivolta alla singola persona.
Anche nelle mwasyChiese ortodosse esiste il sacerdozio ministeriale, ma a differenza della Chiesa cattolica possono accedere al sacerdozio anche gli uomini sposati; per un presbitero che sia stato già ordinato non è possibile sposarsi senza accettare la riduzione allo stato laicalecite-ref-17[17].
Note
cite-note-11. ↑ Che deriva dal termine mwatelatino arcaico mwatisakros rinvenuto sul mwatmmwatqLapis Niger, sito archeologico romano risalente al VI secolo a.C. (Così mwatuJulien Ries in mwatySaggio di definizione del sacro. mwatcOpera Omnia. Vol. II. Milano, Jaca Book, 2007, pag.3: «Sul mwatgLapis Niger, scoperto a Roma nel 1899 vicino al Comitium, 20 metri prima dell'Arco di Trionfo di Settimio Severo, nel luogo che si dice sia la tomba di Romolo, risalente all'epoca dei re, figura la parola mwatksakros: da questa parola deriverà tutta la terminologia relativa alla sfera del sacro.») La radice di mwatosakros, è il radicale mwatsindoeuropeo mwatw*sak che indica colui che è "attaccato" o che "segue" o che "adora" (mwat0Rigveda) o che "onora" o "serve" una divinità. Da qui il termine "consacrato", cioè colui che è completamente dedicato ad una divinità, ed il suo contrario "esecrato" (o maledetto) (mwat4Dizionario etimologico online (Consultazione del 13/12/2011)
cite-note-22. ↑ mwauiMichiel de Vaan, mwaumEtymological Dictionary of Latin and other Italic Languages, pp.mwauq 532-533.
cite-note-33. ↑ Stefania Stafutti, mwaugPiccolo libro di istruzioni confuciane, Guanda, 1994
cite-note-44. ↑ mwauwmwau0mwau4Confucianism- Leadership/Clergy, su mwau8patheos.com.
cite-note-55. ↑ Anthony Elenjimittan, mwavmDalle religioni politicizzate alle religioni auto-realizzanti, Verdechiaro Edizioni, 2005
cite-note-77. ↑ mwav8Padre Ambrogio m. Canavesi, mwawamwaweAgnello sofferente, in mwawiGesù, il vero Agnello, mwawmIl Settimanale di Padre Pio, n.mwawq 14, 3 aprile 2022. mwawuURL consultato il 24 gennaio 2025 mwawy(mwawcarchiviato il 16 maggio 2022).
cite-note-gv-1-29-88. ↑ di Gesù è detto «Ecco l'mwaw0agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato del mwaw4mondo!» (mwaw8mwaxamwaxeGv 1,29, su mwaxilaparola.net.)
cite-note-99. ↑ mwaxyMons. mwaxcGuido Gallese, mwaxgmwaxkSarete per me un regno di sacerdoti, su mwaxodiocesialessandria.it. mwaxw«All'inizio del Vangelo secondo Giovanni Gesù è presentato come "l'Agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo!" (Gv 1,29), mwax0quindi in prospettiva sacerdotale.»
cite-note-1010. ↑ mwayemwayimwaymEb 2,17, su mwayqlaparola.net.: "...per diventare un sommo sacerdote misericordioso e fedele..."; mwayumwayymwaycEb 4,14, su mwayglaparola.net.: "Avendo dunque un grande sommo sacerdote che è passato attraverso i cieli, Gesù, il Figlio di Dio..."
cite-note-1212. ↑ mwazsmwazwmwaz0Lc 23,46, su mwaz4La Parola - La Sacra Bibbia in italiano in Internet.
cite-note-1313. ↑ mwaaimwaammwaaq1 Pt 2:5,9, su mwaauLa Parola - La Sacra Bibbia in italiano in Internet.
cite-note-1414. ↑ mwaakmwaaomwaasAp 1,6; 5,10; 20,6, su mwaawLa Parola - La Sacra Bibbia in italiano in Internet.
cite-note-1515. ↑ mwabaPrima lettera di Clemente (I sec.) XL,5: il vescovo è detto sommo sacerdote (in greco: mwabearchièreus), distinto dai sacerdoti (mwabiiereis) e dal levita; nel mwabmmwabqDe baptismo (II sec.), cap. 17, mwabuTertulliano descrive il vescovo come mwabysummus sacerdos; mwabcsant'Ambrogio (IV sec.) identifica in genere il sacerdote con il vescovo e, più raramente, col presbitero (ad es. mwabgConcilio di Aquileia, mwabkActa 51: "il vescovo Ambrogio disse: i vescovi devono dare sentenze sui laici, non i laici sui vescovi"). Come citati in card. mwaboGiacomo Biffi, mwabsPecore e pastori: riflessioni sul gregge di Cristo, Cantagalli, Siena 2008, pp. 142-143. ISBNmwab0 9788882724207, mwab4OCLCmwab8 mwaca878683846
cite-note-1616. ↑ mwacqmwacumwacyIl diacono: "Ma chi è precisamente?", su mwaccdiaconatomilano.it. mwacgURL consultato l'11 gennaio 2025.
cite-note-1717. ↑ mwacwmwac0mwac499 differenze tra ortodossi e cattolici, su mwac8spazioinwind.libero.it.
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Collegamenti esterni
• citerefcatholic-encyclopedia(EN) Sacerdote / Sacerdote (altra versione), in Catholic Encyclopedia, Robert Appleton Company.
• mwadoIl sacerdote nei Padri della Chiesa, su xoomer.virgilio.it.
• mwadwCatechismo della Chiesa Cattolica: Il sacramento dell'ordine, su vatican.va.